Cefalu’ è un rinomato centro turistico della Sicilia chiamato, in origine, Kephaloidion. L’origine di tale parola proviene dal greco ed in particolare dal sostantivo kefalè, (capo) in riferimento alla roccia che lo domina. Il sito è adagiato su uno splendido promontorio: é attestata la presenza di popoli già in età pre-ellenica.
Difatti, uno dei primi a parlare di Cefalù fu Diodoro Siculo nel 396 a. C.
Oggi, con meno di 14.000 abitanti, si trova nella costa settentrionale dell’isola siciliana, a circa 70 km dal capoluogo regionale. È il maggiore centro balneare di tutta la provincia palermitana ed il secondo della regione dopo Taormina.
Nonostante sia un centro di piccole dimensioni, ogni anno Cefalù accoglie milioni di turisti provenienti da ogni parte d’Europa e d’Italia. Nel periodo estivo la popolazione cresce enormemente affollando le principali piazze ed i locali del paese.
Il clima è tipicamente mediterraneo, e conosce, quindi, estati asciutte e calde, mitigate dalla ventilazione, ed inverni miti e moderatamente piovosi. Si trova all’interno del Parco delle Madonie ed è meta preferita soprattutto di francesi e tedeschi oltre che meta preferita per i siciliani in gita; la città è quindi abbastanza attrezzata all’ospitalità, con una serie di alberghi di diversa categoria e qualità dei servizi e ristoranti che offrono soprattutto specialità di pesce.
Le vie del centro sono ricche di negozietti di souvenir, di artigianato locale e di piccolo antiquariato.
Interessanti le boutique della via Vittorio Emanuele che offrono abbigliamento da mare e sandali originali che ricordano la moda di Positano e di Capri.
Ricca la scelta dei migliori vini siciliani nelle enoteche lungo il corso Re Ruggero e indimenticabili i dolcetti di mandorla del bar Duomo.
Alcuni monumenti importanti di Cefalù sono il Duomo, voluto da re Ruggero II nel 1240, il Museo Mandralisca, all’interno del quale si possono ammirare preziosi reperti archeologici e il ritratto di Antonello di Messina.
Cefalù, inoltre, è un paese ricco di leggende più o meno tragiche.
Forse meno amara che in un qualsiasi altro posto del mondo, fu la fine del pastore Dafni, che trascorse il resto della sua vita nella spiaggia di Cefalù, reso cieco per vendetta da Giunone, per avere osato preferire la bella Climene ad Echeneide, figlia della dea.
Dafni, sulla spiaggia, poteva udire le urla dei gabbiani unirsi al suo canto di dolore e le onde infrangersi impetuose fra gli scogli. Poteva abbandonarsi al tepore del sole come in un caldo abbraccio di conforto e sentire gli odori mediterranei provenienti dalla campagna circostante, miscelarsi con quelli del mare in un unico profumo inebriante.
Anche oggi, provando per un attimo a chiudere gli occhi in riva al mare di Cefalù, si può scoprire che i nostri sensi si esaltano nel percepire una tale armonia di suoni e di profumi. Sembra ancora di udire il canto melodioso del pastore Dafni giungere dall’alto della Rocca, ed è anche volgendosi ad essa che Cefalù si svela, oltre che luogo mitico circondato da una splendida natura, luogo ricco di civiltà e di antichissima storia.
Cefalù e la sua storia hanno sempre dato spunto ad affascinanti racconti leggendari…
Quello del pastore Dafni, infatti, è solo uno dei numerosi racconti che sono nati intorno ad ogni più antico luogo di Cefalù… così si narra che le acque del fiume Cefalino, che scorrono limpide nelle vasche del Lavatoio medievale, abbiano avuto origine dal pianto incessante di una ninfa tradita… che il nome di Porto Salvo sia legato alla salvezza di Ruggero, che ivi trovò scampo ad una tempesta, e, si narra ancora che lo stesso Duomo di Cefalù sia stato edificato per un voto fatto al Salvatore da Ruggero, quando fu coinvolto dalla tempesta in mare… Questa e tante altre sono le leggende su Cefalù… Il proliferare di leggende intorno ad un luogo non può essere comunque solamente legata alla fervida fantasia degli abitanti, ma è senz’altro stata stimolata dalla curiosità dei numerosi viaggiatori, che una volta giunti a Cefalù, rimanevano incantati e chiedevano notizie sull’origine di quello o questo luogo per poter fissare, con scritti e disegni, l’immagine di Cefalù e poter raccontare, servendosi anche delle antiche leggende che avevano udito, la magia di quei luoghi.
Giacomo Inzerillo.







